lunedì 23 aprile 2018

Primo viaggio

Carissime neomamme, oggi vorrei parlarvi del nostro primo viaggio in aereo quando M. aveva 6 mesi.
Dovete sapere che ero preoccupatissima e molto agitata, nonostante di natura io non sia una persona ansiosa. Cercavo di tranquillizzare me stessa dicendo "andrà tutto bene, andrà tutto bene".
Mio marito il giorno prima della partenza mi comunica che, per problemi di lavoro, ci avrebbe raggiunti con un altro aereo in tarda serata: panico. Come, il primo volo del nostro bimbo e tu mi lasci da sola? E se in aereo si agita? E se piange? E non si calma? Considerate che in realtà mio figlio è tranquillo e inoltre non avrei nemmeno viaggiato da sola, ma con i miei suoceri, mia cognata e il marito, metteteci anche che il volo sarebbe durato meno di un'ora: Roma-Catania. Mi era presa un'ansia immotivata, magari qualcuna di voi ci è passata. A dirla tutta mi dispiaceva anche che mio marito si sarebbe perso il primo volo di M., ma forse queste sono cose a cui teniamo noi mamme, più sensibili degli uomini riguardo certi argomenti.
Insomma, detto fatto, il giorno x arriva e io mi ero in qualche modo calmata. Ho dato la pappa al bimbo alle 11, prima del suo solito orario, così sarei stata tranquilla in aeroporto. Effettivamente è andato tutto bene finché, una volta saliti sull'aereo, lo steward mi ha fornito della doppia cintura cui legare mio figlio. Bene, nonostante stesse in braccio a me, ha iniziato ad agitarsi come non aveva mai fatto e prima e le mie peggiori paure si stavano avverando. Non riuscivo a calmarlo in nessun modo, fortunatamente mia cognata (anche lei con prole) aveva già pronta una tisana e magia magia, bevendo si è calmato e si è pure addormentato. Pericolo scongiurato!
Avevo anch'io in borsa l'occorrente per preparare latte o tisana, ma in quei momenti, anche se il personale di bordo è gentilissimo, l'agitazione non aiuta, perciò ho imparato la lezione: la prossima volta mi organizzerò prima con una bevanda già pronta.
Ps: il ritorno è andato meglio, lui era tranquillo, però avevo preparato il latte per qualsiasi evenienza ^_^'

Pps: sapete che esiste il battesimo dell'aria per i bimbi che volano per la prima volta? Per quanto riguarda Alitalia bisogna stampare il foglio che vedete qui sotto e consegnarlo al personale di bordo prima della partenza e il capitano (sul nostro volo era una donna) lo firma. 


Nel prossimo post vi racconterò il seguito del viaggio :-)



A presto

lunedì 9 aprile 2018

Allattamento




Vorrei che la mia esperienza dell'allattamento fosse stata più felice. Purtroppo gli inizi sono stati molto difficili e impegnativi.
L'altra sera ho incontrato una signora, una mamma di due bambini che mi ha raccontato di quanto sia stato duro l'allattamento del suo primo figlio. Ho capito allora di non essere l'unica.
Come scrivevo nell'altro post, quando sono uscita dall'ospedale mi hanno dimessa dicendomi: allattamento a richiesta.
Mi ero anche informata durante la gravidanza, avevo letto, avevo chiesto, ma quando ti trovi a tu per tu con un esserino indifeso che dipende in tutto e per tutto da te non sai cosa fare.
Mio figlio sembrava che avesse sempre fame, metteva il pugnetto in bocca in continuazione, anche quando magari si era appena staccato dal seno.
Tra l'altro all'inizio non si attaccava nemmeno bene, quindi mi ha distrutto i capezzoli. Un dolore inimmaginabile ogni volta che succhiava. E poi piangeva piangeva piangeva. E quindi per calmarlo lo attaccavo, era diventato un circolo vizioso, sembrava non finire mai.
Stava attaccato tutto il giorno al mio seno e il primo mese non è nemmeno cresciuto. Un periodo nero.
Agli inizi poi vedevo una pediatra con cui non mi trovavo bene. Poi un'amica di famiglia mi ha consigliato il suo vecchio medico. Sì, parliamo di una persona anziana, ma ancora in piena attività e che mi ha letteralmente salvata. Ci ha salvati. Mi ha dato delle regole riguardo all'alimentazione, ho tolto il seno a mio figlio come consolazione e ha iniziato a usare il ciuccio. Ormai aveva quasi due mesi, ha iniziato a mangiare ogni tre ore e mezza e ogni tanto una tisana tra un pasto e l'altro.
Ho passato due giorni infernali prima che ci adattassimo ai nuovi ritmi, mio figlio piangeva tutto il giorno, ma alla fine abbiamo fortunatamente trovato il nostro equilibrio e anche lui ha cominciato a stare meglio, a digerire meglio e a piangere di meno.

Quello che posso consigliare è questo:
appena uscita dall'ospedale ho contattato un'ostetrica che è venuta a casa e mi ha dato diversi consigli sull'allattamento, su quale sia l'attaccamento corretto del bimbo al seno, sulla medicazione del cordone ombelicale.
È stato utile? Sì, ma contattate un'ostetrica con una certa esperienza. La mia era molto giovane e troppo "easy".

Ho trovato invece utilissimo la crema olio Vea per i capezzoli, una mano santa! Una volta che ho iniziato a nutrire il mio bimbo ogni tre ore e mezza ho cominciato anche a godermi il momento dell'allattamento. Anche se dovevo integrare ogni poppata con il latte artificiale.

Chiedete aiuto, non costa niente e non c'è nulla di cui vergognarsi. 

Non sentitevi inadeguate, non lo siete. Non mettetevi in testa di non essere delle brave madri perché non potete o non volete allattare i vostri figli, non esistono genitori e madri perfetti. 

giovedì 29 marzo 2018

Quello che non ti dicono

Ho vissuto una maternità unica, speciale perché era il mio primo figlio ma soprattutto fortunata, perché sono stata bene, non ho avuto problemi ed è filato tutto liscio.
Ho cambiato ginecologo perché quello che avevo era una persona molto carina e umana, ma non riusciva a stare dietro alle tantissime pazienti in cura. E io sentivo il bisogno di essere seguita, coccolata principalmente perché prima di questa gravidanza ho subito una perdita. Di questo però ne parlerò più avanti.
La mia ginecologa è stata molto carina anche se mi bacchettava ogni volta che andavo in visita da lei per il peso e alla fine ha avuto ragione lei. Ho seguito i suoi consigli e ho messo su pochissimi chili, appena partorito ho rimesso i miei pantaloni taglia 42! Poi però è seguito l'allattamento, ma ve ne parlerò più avanti.
Anche in ospedale, un ospedale di Roma, sono stata trattata benissimo. Le ostetriche sono state fantastiche, gentili, disponibili e preparate.
Il travaglio è stato davvero lungo, e accidenti le contrazioni sono davvero dolorose. E lo dice una che ha un'elevata soglia di sopportazione del dolore. Praticamente non ho chiuso occhio tutta la notte e la mattina successiva mi hanno fatto l'epidurale. Ho partorito il pomeriggio inoltrato! Il parto in confronto al travaglio è stato una passeggiata ed è durato poco.
Il mio cucciolino è nato un po' sottopeso e non si attaccava bene al seno. 
Ho intitolato questo post "quello che non ti dicono" perché quando esci dall'ospedale, per quanto ti abbiano fatto vedere come si cambia il pannolino, come si pulisce il bebé, come si medica il cordone ombelicale, siete soltanto tu e un esserino indifeso che dipende in tutto e per tutto da te.
Ti dicono allattamento a richiesta, ma poi arrivi a casa e sembra che questo esserino abbia perennemente fame, sta sempre attaccato, non hai nemmeno il tempo di andare in bagno, ti fai mille problemi perché pensi che non mangi abbastanza e poi piange e urla e non sai perché.
Quando me lo dicevano non ci credevo e invece sì, per me è stato così. Poi senti le storie di quelli che dicono che il figlio appena nato si attacca benissimo, mangia ogni 3 ore e dorme 7 ore a notte.
Non ti dicono delle crisi di pianto improvvise, parlo della mamma, dello sconforto che non sembra finire mai. E invece, a distanza di 6 mesi, posso dirvi questo: FINISCE. PASSERA'. 
Credetemi, passerà. Queste sono le parole che mi dicevano le mie amiche mamme e io mi ci sono aggrappata con tutta me stessa e ora posso dare loro ragione.



mercoledì 28 marzo 2018

Non sono la prima

Beh sono sicura di non essere né la prima né l'ultima mamma ad aprire un blog sulla maternità.
Cos'avrà di speciale il mio diario virtuale? Niente credo, vorrei soltanto parlarvi con semplicità della mia esperienza di mamma trentasettenne. Credo che tutte noi sentiamo il bisogno di condividere la nostra gioia, i nostri dolori (perché i dolori ci sono eccome!), la nostra inesperienza per chi è al primo figlio come me.
Il nome del blog viene da una frase che ripeto spesso a mio figlio per farlo sorridere e mio marito, invariabilmente, mi prende in giro. Perché quando si parla con un neonato si fa la vocina stupida, per divertirlo e alla fine ci divertiamo pure noi. Perché avere un figlio è meraviglioso, ma ci sono anche delle controindicazioni di cui nessuno ti parla. Perché diventare mamma è una gioia infinita, ma parliamoci chiaro, noi donne, soprattutto in Italia, siamo sole nel nostro ruolo di genitore. 
Vi parlerò della mia gioia, delle mie paure, dello splendido percorso che mio figlio e io stiamo intraprendendo.
Spero mi seguirete e che condivideremo la nostra meravigliosa esperienza di mamme.